Istituto per l'Edilizia Sociale della Provincia Autonoma di Bolzano
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canone sociale canone provinciale calcolo del canone  
   
  Canone sociale
  Gli inquilini Ipes pagano per legge il canone sociale che varia tra il 10 e il 25 per cento della capacità economica della famiglia del locatario, capacità determinata a sua volta tenendo conto del reddito dell’intero nucleo familiare. A tal fine i redditi dei discendenti non vengono più considerati nella loro globalità bensí come di seguito descritto. Il reddito da lavoro dipendente, detratte le quote esenti, viene considerato soltanto al 75 per cento.
 

Come viene calcolato il canone sociale?

1. Determinazione del reddito familiare
2. Detrazione delle quote esenti
3. Calcolo della percentuale da applicare
4. Calcolo del canone sociale

   
  1. Determinazione del reddito familiare
Ai fini della determinazione della capacità economica sono queste le entrate che
   
vengono considerate non vengono considerate
tutti i redditi soggetti all’imposta sul reddito del locatario e delle persone con esso conviventi nell’abitazione;
tutti i redditi del locatario e delle persone con esso conviventi non soggetti all’imposta sul reddito di cui la famiglia dispone in modo continuativo.
l’indennità di accompagnamento;
l’assegno per l’assistenza a domicilio;
le borse di studio per studenti che sono destinate al finanziamento del sostentamento della vita al di fuori della famiglia;
le pensioni di guerra;
le rendite INAIL.
I redditi dei discendenti conviventi con il locatario, non a carico ai fini fiscali, vengono considerati al 60 per cento.
Gli importi che il locatario percepisce a titolo di alimenti vanno aggiunti al reddito. Se è invece il locatario che paga gli alimenti, questi vengono detratti dal suo reddito a condizione che i relativi pagamenti siano documentati
   
  2. Detrazione delle quote esenti
 

Dopo aver determinato il reddito complessivo, ciò a dire la capacità economica di tutte le persone che compongono il nucleo familiare, si detraggono le quote esenti per le persone conviventi con il locatario, ad eccezione dei discendenti non a carico ai fini fiscali. La base per il calcolo delle quote esenti è data dalla quota base per il soddisfacimento dei bisogni fondamentali per una persona singola che per l’anno 2009 è di € 4.788,00.Nei confronti del titolare del contratto si applica la quota esente nell’ammontare del 60 per cento del suddetto importo. Per il coniuge o per il convivente more uxorio si applica la medesima quota esente. Per ogni discendente fiscalmente a carico spetta una quota esente pari al 120 per cento del predetto importo. Per ogni figlio studente fiscalmente non a carico, il cui reddito proviene esclusivamente da lavoro durante le ferie spetta una quota esente pari al 120 per cento del predetto importo. Inoltre spetta una quota pari al 100 per cento per: ogni figlio invalido, anche se fiscalmente non a carico, per il quale la diminuzione della capacità lavorativa è superiore al 74 per cento; per gli ascendenti invalidi del locatario, anche se fiscalmente non a carico; per i quali la diminuzione della capacità lavorativa è superiore al 74 per cento per gli ascendenti invalidi del coniuge convivente, anche se fiscalmente non a carico, per i quali la diminuzione della capacità lavorativa è superiore al 74 per cento; per gli ascendenti ultrasessantacinquenni del locatario e del suo coniuge convivente. Per ogni ulteriore persona che convive con il titolare del contratto la quota esente ammonta al 36 per cento.Con tale disciplina, la Giunta provinciale intende innanzitutto favorire le famiglie più numerose.

Importi quota base:
120 %
= 5.745,60 €
 
100 %
= 4.788,00 €
 
60 %
= 2.872,80 €
 
36 %
= 1.723,68 €
   
  3. Calcolo della percentuale da applicare
  Il reddito da lavoro dipendente, detratte le quote esenti, viene considerato soltanto al 75 per cento. Il reddito familiare cosí depurato forma la base per il calcolo del canone sociale che per legge varia tra il 10 e il 25 per cento della capacità economica della famiglia. La percentuale da adottare nei singoli casi viene calcolata mediante interpolazione attraverso la formula illustrata qui di seguito. Il limite massimo della capacità economica, al raggiungimento del quale è dovuto il 25 per cento della capacità economica, è pari a € 27.100,00 per i redditi dell'anno 2009. Se la capacità economica netta della famiglia supera questo limite massimo, ai fini della determinazione del canone si continua a calcolare il 25 per cento della capacità economica degli inquilini. Il limite massimo è però sempre il canone provinciale.
   
  4. Esempio per il calcolo del canone sociale
 
 
Famiglia con due figli a carico
reddito imponibile € 20.000,00
meno quota esente per coniugi - € 5.745,60
2 figli a carico - € 11.491,20
somma intermedia € 2.763,12
meno 25 per cento detrazione per lavoro dipendente - € 690,80
reddito depurato € 2.072,40
 
 
formula per il calcolo della percentuale:
x = 15 x d + 10
D
x = percentuale della capacit economica
d = capacit economica; se la capacit economica a seguito della detrazione delle quote esenti negativa, viene considerato un valore zero.
15 = differenza tra il limite minimo e massimo della percentuale
D = limite massimo per la seconda fascia di reddito (€27.100,00)
10 = percentuale minima
   
  Ciò significa che una famiglia con due figli a carico e un reddito imponibile di circa € 20.000,00 paga nell’anno 2011 un canone mensile di € 20,73.
 
   
esempio concreto con il suddetto reddito
x = 15 x 2.072,40 + 10 = 11,15 %
27.100,00
canone sociale:
2.072,40 x 11,15 % = 20,73 €
12 (mesi)
 
 
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